E ti pareva che non mi pigliava la capata triste. Sarà la
grappa mischiata alla sambuca o viceversa. Che poi l'effetto è lo stesso. Quell’ultimo
cicchetto mi ha dato il colpo di grazia. Dopo una bellissima serata passata con
amici veri, di quelli fraterni con i quali condivideresti tutto (alcuni ti
mancano un casino e vorresti averli lì al tuo fianco); dopo una serata del genere,
dicevo, torni a casa e svuoti la tua mente da pensieri superflui ma
fondamentali. Sarà il giorno appena trascorso. Un giorno qualunque, in un
calendario scelto per convenzione. Altrimenti sai che casino. Un giorno
qualunque manco tanto. Una data ricevuta per caso e ricordata. Non un giorno
qualunque come gli altri giorni qualunque, insomma. Un giorno qualunque da
ricordare ma che vorresti dimenticare. Sono solo ventiquattro ore. Vai a
dormire pensando mentre la tua mente si affolla di pensieri superflui. Sempre
gli stessi. Quelli fondamentali. Prendi sonno, finalmente. Al risveglio ancora
quei pensieri. Come se il tuo cervello si sia messo in standby per tutta la
notte. La giornata non è delle migliori. In questa prima metà di novembre c'è stata una temperatura da paura. Quasi costantemente sopra i venti gradi. Ma oggi sai che pioverà. Non controlli mai il meteo, ma sai che pioverà perché te ne accorgi affacciandoti dalla finestra. Pensi e ripensi cercando di sfollare riuscendo solamente a sovraffollare.
Se avessi fatto in quella maniera? Se avessi detto quelle parole? Avrei potuto
conquistarla con una mossa romantica anacronistica? Le risposte ai quesiti le
conosci e le eviti. Non ti piacciono perché ti mettono di fronte alla realtà e questo è il
momento di piangersi addosso, non quello di fare gli uomini. Questo momento di
autocommiserazione psicanalitica ti rende consapevole. Ma sempre più abbattuto.
Abbattuto e carico di pensieri che ti
abbattono. Sei nella merda fino al cervelletto. Sei nella merda internamente,
praticamente sei pieno di merda. L'ambiente fuori non ti è di aiuto. Depresso più di te. Non è l'ambiente migliore per cercare conforto, ma tanto tu non lo cerchi. Ed ecco che per te arriva il momento migliore.
Uscirne di gran classe con l’indifferenza più totale. Come se “il fatto non
fosse il tuo”. Cerchi un pretesto, una distrazione. Per tirare sino a sera.
Guardi la partita facendo finta di tifare contro. Mangi carne cotta alla brace.
Carne di maiale, ovviamente. Bevi vino rosso. In questo contesto estraneo da tutto quanto è intorno riesci a risollevarti. Almeno per
qualche ora sei riuscito a fregarti. I pensieri vanno scemando. Per un attimo ti sfiorano ancora. Agisci
di conseguenza, questa volta con quella consapevolezza sana. Un gesto senza
malizia e via, tutto come prima. Ti accorgi che finalmente piove. Infondo a te piace la pioggia. Non riesci a spiegarti il perché, filosoficamente parlando, si capisce. Ritorni tra gli amici, quelli veri. Pensando anche a quelli assenti per motivi di lavoro.
Beati loro, almeno un lavoro ce l’hanno. Sorridi anche un po' e ti senti più leggero. Non
fisicamente, questo è chiaro. Imbastisci una discussione sull’attualità, sull’arte.
Saviano non è l’eroe che sembra. Obama non è l’eroe che sembra. Appoggia
Israele contro la Palestina. Ma per tutti resta un eroe. Brad Pitt e Kevin Spacey
sono bravissimi attori e Seven è un filmone. Parli di storia. I colpi di stato,
la camorra, il terrorismo ed i servizi segreti. Il tutto orchestrato dal grande
occhio massonico. Parli di persone assenti, giusto così, per farti quattro risate.
Tutti pareri abbastanza concordanti. Pensi che non c’è sfizio a discutere così,
non c’è dibattito, ma solo resoconto. Non fa niente, tanto sei tra amici,
quelli veri. Poi succede che sorseggi sambuca e grappa e mentre arrivi al tuo
quindicesimo drummino di giornata ti rendi conto che sta per arrivare una
capata triste. Fuori fa più freddo del solito. Noti per la prima volta i colori dell'autunno. Pensi che stai affrontando la vita come un essere umano. Pensi a
domani perché tanto oggi, tutto sommato, è stato il più bello dei giorni qualunque.