Dei trenta non si butta
via niente,
la tua dolce voce nella
mia mente.
Come un sospiro accarezzi
leggera
vorrei sentirti ed averti sincera.
Ma quindi, sono trenta? Eh sì, come se non me ne fossi
accorto, come se non lo sapessi! Cosa ci capiterà ancora? Ma soprattutto, chi
ci capiterà ancora? Vero, avete ragione. Sembrano tanto quelle frasi del cazzo
che fanno da epilogo ad un film di Muccino agli esordi. Qualcosa tipo “ Che ne
farà di noi” ( la effe è frutto di quello zeppolone di Muccino Junior) o qualche
vaccata simile. Io non lo so! Intanto me li godo, i mie trenta. Conscio di un
declino inarrestabile. Ma c’è qualcosa di più declinante di non trovare lavoro
nel campo in cui si vuol lavorare? Sì, lo so. Troppo contorta come domanda. C’è
poco italiano in questa questione poi vi sto tediando con tutti questi
interrogativi. Io me li godo. I trenta e gli interrogativi. Le risposte non ci
sono mai o forse sono le domande ad essere sbagliate ( sinceramente non credo
nell’esistenza di risposte). Alla fine
non posso lamentarmi, anche se vorrei tanto ( ne avrei seri motivi). Ma è
meglio di no. Mi basta una cena d festeggiamento e passa tutto. Mi rimboccherò le maniche. Considerando che sto sempre a mezze maniche, parto avvantaggiato. La compagnia di
amici di vecchia data e di vecchia ricevuta ( questa è una delle battute più
forzate che abbia mai fatto). Amicizie
forti ed empatiche. Amicizie coltivate. Amicizie di interesse. Queste sono le
tre categorie di amici che ognuno di noi ha avuto, ha ed avrà nella propria
vita ( le parentele non contano, ma io sono stato fortunato in tal senso).
Qualcuno più fortunato incontra l’amore, ammesso che riesca a riconoscerlo.
Personalmente ho incontrato solo ragazze molto femminili e belle. Forse ho
incontrato l’amore della mia vita. Forse non l’ho riconosciuto. Sto iniziando
ad essere scettico in tal senso. Poi ultimamente ho scoperto un nuovo lato di
me. Ho perso tanto peso in queste ultime settimane. No, scherzo. Un nuovo lato,
vi dico. Mi commuovo! Quando vedo gente che mi presta attenzione ( nel caso
specifico del giorno del mio trentesimo compleanno) mi viene come un nodo alla
gola. Senilità canaglia. Ma forse sono allergico a qualcosa. No, scherzo ancora. Mi viene come un
nodo alla gola, mi viene da piangere. Non piango mai, ovviamente. Sono un
burlone. Ma oggi mi avete fatto commuovere. Tra messaggi in bacheca, messaggi
sul telefonino, pensieri dall’estero. Telefonate dolcissime. Mi sono commosso.
Suggello il momento ringraziandovi con queste due parole. Con un po’ di musica
in sottofondo. John Coltrane, Pink Floyd, Pino Daniele e Fabrizio De andrè.
Insomma, i soliti amici a tenermi compagnia. Libero qualche lacrima, giusto
così, per rilassarmi. Ma forse è per il troppo vino. Penso ai momenti più belli
della mi vita. I diciotto anni compiuti in Nicaragua scavando latrine e solcando le onde dell’oceano
Pacifico ( me la tiro con fierezza!). La nascita delle mie sorelle e di mio
fratello. Il primo bacio con lingua curiosa
ed inesperta. La mia prima volta. I bagni adolescenziali in notturna, al mare. Ubriachi
fradici e anche un po’ fumati. Suggelli. Tappe di una vita che scorre naturale.
Il giorno del mio trentesimo compleanno, passato in ottima compagnia. La tua
voce che risuona nella mia mente. Dolcissima voce. Alla fine dei trent’anni non
si butta via niente o forse era il maiale? Non smetterò mai di ringraziarvi. Non smetterò mai di pensarti.