sabato 29 marzo 2014

L’ARTE COME PARANOIA

Ecco, sono le due o sono le tre? Dormiremo un’ora in più o una in meno?
 Io non dormirò affatto. Poi non me ne frega niente dell’ora. Ultimamente ho come la sensazione di trovarmi sempre nel posto sbagliato e la compagnia non c’entra nulla.
Quando torni a casa e vuoi scrivere, non guardi l’orologio, hai in mente solo lettere. Le solite lettere che si mischiano alle solite due grappe.
 Mi ritrovo qui a parlare con un foglio. Un foglio che ascolta e assorbe tutto. Due grappe ed un litro di vino. Da molto tempo non bevevo così. Da qualche notte osservo il cielo, in maniera costante.
Pieno di stelle. Fisse e pallide, le stelle. Illuminati e splendenti i miei occhi.
Pallide, ferme, come se fossero dipinte da qualcuno. Occhi illuminati e splendenti.
Illuminati da una luce invisibile che solo qualche mente riesce a scorgere. Resto fermo e le mie labbra si muovono. Vorrebbero urlare il tuo nome. Urlarlo fino a perdere la voce, fino a fartelo sentire.
I classici pensieri che portano altri pensieri. Pensieri sintetizzati in pippe mentali, in paranoie. Le solite paranoie notturne.
Urlare il tuo nome e chiederti come stai. Potrebbe partire una telefonata da un momento all’altro. Un rischi elevato. In sottofondo le solite note.

Infondo la scrittura è solo una forma d’arte e l’arte in quanto tale è creazione, pura fantasia.

sabato 22 marzo 2014

UNO, NESSUNO ED ESTREMA CALMA

Con calma, con estrema calma, ma raggiungo sempre i miei obiettivi (potrei scriverlo anche con due b, ma solo se si tratta di obiettivi più grossi). Che poi la signorina Estrema Calma è davvero molto simpatica. Adesso non ricordo quale fosse il suo nome e quale il suo cognome. Forse posso ricordarmelo tra un po'. Ricordo solo che era estrema in tutto. Aveva delle estremità favolose. Non devo divagare. Quando mi prefisso (02 per chi mi ama da fuori Milano) un punto preciso da raggiungere, ci giro in torno per un po' e lo centro in pieno dopo qualche tempo, quando nessuno se lo aspetta. Nemmeno il punto ed è proprio questo il punto, sono combattivo ed estremo, all'apparenza pigro ma anche all'essenza. Appaio pigro poi d'improvviso scompaio pigro. Nessuno se ne accorge. Questo Nessuno è sempre stato un tipo intuitivo. Ma dico io, non tiene altro da fare che seguire tutte le mie mosse? Ora è il momento di voltare pagina. Sto leggendo un libro bellissimo. Spesso capita che io rilegga la stessa pagina più volte. Girandola e rigirandola. Fino a farla diventare una pagina rivoltante e rivoltata. Un libro che mi vede autore e protagonista. La storia di uno come me, anzi, facciamo di un me, che cerca di camminare tra lo stile e l'ostile. Che di fatto non vuol dire niente, però è un giochetto di parole che ho in mente da tanto tempo e volevo inserirlo a caso da qualche parte. Ad un certo punto del racconto incontro nessuno con estrema calma e da lì poi prosegue la storia. Una storia che è anche un po' filosofia con la speranza, un giorno, di poter usare la parola freddura per fare una freddura. Così da creare un diversivo che lasci un profumo di nuovo. O era un detersivo. Che storia. Tutta da scrivere. Tutta da prenderla con filosofia. E se la prendono sempre con lei.

giovedì 20 marzo 2014

COME IL PETROLIO APPENA ESTRATTO

Erano tempi bui. Ed è risaputo, mogli e bui dei paesi tui.
La vedo ancora la luce infondo al tunnel. Ne vedo il riflesso alle mie spalle. Davanti il tunnel è ancora molto lungo.
Le solite strade tortuose da seguire.
Quella luce potrebbe guidare il mio cammino. Il giorno è ancora molto lungo. Non posso stare a vedere a questo punto, posso solo continuare a camminare. Le solite scarpe nere. Consumate all'esterno del tacco. Le ho già fatte aggiustare due volte. Centinaia di chilometri percorsi. Tonnellate di asfalto calpestate. Dovrei farle aggiustare ancora. Sono senza tempo. Anche le scarpe dureranno molto. Già riesco a vedere il giorno del mio funerale. Che io venga cremato, lo scrivo adesso e le mie ceneri gettate in mezzo al mare o in cima a una montagna: "S'innamorò di tutto e visse di gioie e delusioni e paranoie. Senza provar rancore senza tener rimorsi. Conquistò quello a cui più teneva. Si sposò due volte lasciando in questo Mondo cinque figli. Due femmine, due maschi ed un bel libro. I sei fratelli affranti dal dolore, lo porteranno sempre dentro al cuore. Spegnendosi in maniera prematura, assieme alla sua ultima sigaretta, gustò fino all'ultimo il sapor della paura." I miei amici perderanno i sensi per aver troppo bevuto. Dopo dodici ore dal decesso, rideranno di gusto delle cazzate fatte assieme. Le due mie ex mogli, mi ricorderanno con affetto distaccato. Specialmente una, che il cuore mi ha strappato. I miei quattro figli litigheranno per le mie cose che il pargolo cartaceo procurò. Sessantacinque anni, troppo presto. Questo lo dite voi, care persone. Avrei potuto ancora consumar le scarpe, le stesse scarpe nere dei trent'anni. Asfalto nuovo da calpestare, il suo odore vivo da aspirare. Ma adesso devo andare, non c'è tempo. Non dico dove vado anche perché non lo so. Sarà sicuro un posto fatto a mia misura, adesso vado poi vi racconterò.