D'eh. Quasi, quasi mi avvicino con un
fiore. Lei è Beatrice che il futuro predice. Chi sa cosa le frulla
per la testa. Già, la mia Beatrice. Un fiore, cosa vado mai a
pensare. Con tutti questi problemi che ho con i Guelfi, i Ghibellini
e i bianchi e i neri. I soliti problemi medievali. Non potevo nascere
nel millenovecentoottanta? Che storia. Milleduecentoottantaquattro.
Ogni volta che ripeto questa cifra mi fischiano le orecchie. Chi
sono? Il Sommo Poeta. Dante Alighieri in persona. Mi tocca patire le
pene dell'inferno. Sono un imbranato, un passaguai. La prima volta
che l'ho incontrata avevamo io nove e lei otto anni. Colpo di
fulmine. No, per carità. Non l'ho avvicinata. Le scrissi qualche
verso, diciamo un migliaio di versi. L'ho rivista una decina d'anni
dopo. Stupenda e intelligente. Forse un cincinino sboccata. Pare
mi abbia soprannominato Canappione. Per via, sì, suvvia, avete
capito. Codesto naso che mi ritrovo. Però tutti mi rispettano.
Sicuramente passerò alla storia per questo progetto al quale sto
lavorando. Sono un vero visionario. Oddio, ci sono accuse forti
contro il Papa e contro i governi. Rischio di essere radiato dal
circolo degli intellettuali di spicco, rischio di essere messo al
bando. Ma chissene, quando devo dire una cosa la dico. Magari in maniera allegorica, ma la dico. Lei? Lei che
c'entra? Mi è stata promessa in sposa e mi deve aspettare. Anche se
credo che le piaccia quello lì, quel rude villano campione di
calcio fiorentino. Lasciamo stare. Mi sono giunte certe voci
di lei che si permette di guardare facendo finta di camminare ad
occhi bassi. Dovrebbero sbatterla subito in convento!
Scusate, adesso vi leggo una cosa che o
scritto per lei:
"Tanto Gentile e tanto onesta
pare."
Bellissima, vero? Come, dite di no?
Forse avrei dovuto scrivere " Tanto gentile e tanto onesta è!"
Avete ragione, ve l'ho detto che sono imbranato. Addirittura alle
volte penso che non dovrei proprio scriverle. Magari lei non vuole
essere "cantata". Che suona anche male. Non lei, il
termine, il modo di dire. Ma a chi non farebbe piacere essere cantata da me, il Sommo
Poeta? Venderò tantissimi libri. E abbi pazienza bella Beatrice mia.
Non so se hai presente una terzina incatenata di versi endecasillabi.
Altrimenti che chieda le rime ad un altro poeta e si finisce con
codesta storia.
No, scherzi a parte credo di dover
correre da lei, muovere le mosse per primo. Altrimenti quella li
scappa con il fuoriclasse ed io ci rimango male. Sicuramente ne
verrebbe fuori un altro capolavoro.

