giovedì 8 agosto 2013

DEI TRENTA NON SI BUTTA VIA NIENTE

Dei trenta non si butta via niente,
la tua dolce voce nella mia mente.
Come un sospiro accarezzi leggera
vorrei sentirti ed averti sincera.


Ma quindi, sono trenta? Eh sì, come se non me ne fossi accorto, come se non lo sapessi! Cosa ci capiterà ancora? Ma soprattutto, chi ci capiterà ancora? Vero, avete ragione. Sembrano tanto quelle frasi del cazzo che fanno da epilogo ad un film di Muccino agli esordi. Qualcosa tipo “ Che ne farà di noi” ( la effe è frutto di quello zeppolone di Muccino Junior) o qualche vaccata simile. Io non lo so! Intanto me li godo, i mie trenta. Conscio di un declino inarrestabile. Ma c’è qualcosa di più declinante di non trovare lavoro nel campo in cui si vuol lavorare? Sì, lo so. Troppo contorta come domanda. C’è poco italiano in questa questione poi vi sto tediando con tutti questi interrogativi. Io me li godo. I trenta e gli interrogativi. Le risposte non ci sono mai o forse sono le domande ad essere sbagliate ( sinceramente non credo nell’esistenza di risposte).  Alla fine non posso lamentarmi, anche se vorrei tanto ( ne avrei seri motivi). Ma è meglio di no. Mi basta una cena d festeggiamento e passa tutto. Mi rimboccherò le maniche. Considerando che sto sempre a mezze maniche, parto avvantaggiato. La compagnia di amici di vecchia data e di vecchia ricevuta ( questa è una delle battute più forzate che abbia mai fatto).  Amicizie forti ed empatiche. Amicizie coltivate. Amicizie di interesse. Queste sono le tre categorie di amici che ognuno di noi ha avuto, ha ed avrà nella propria vita ( le parentele non contano, ma io sono stato fortunato in tal senso). Qualcuno più fortunato incontra l’amore, ammesso che riesca a riconoscerlo. Personalmente ho incontrato solo ragazze molto femminili e belle. Forse ho incontrato l’amore della mia vita. Forse non l’ho riconosciuto. Sto iniziando ad essere scettico in tal senso. Poi ultimamente ho scoperto un nuovo lato di me. Ho perso tanto peso in queste ultime settimane. No, scherzo. Un nuovo lato, vi dico. Mi commuovo! Quando vedo gente che mi presta attenzione ( nel caso specifico del giorno del mio trentesimo compleanno) mi viene come un nodo alla gola. Senilità canaglia. Ma forse sono allergico a qualcosa. No, scherzo ancora. Mi viene come un nodo alla gola, mi viene da piangere. Non piango mai, ovviamente. Sono un burlone. Ma oggi mi avete fatto commuovere. Tra messaggi in bacheca, messaggi sul telefonino, pensieri dall’estero.  Telefonate dolcissime. Mi sono commosso. Suggello il momento ringraziandovi con queste due parole. Con un po’ di musica in sottofondo. John Coltrane, Pink Floyd, Pino Daniele e Fabrizio De andrè. Insomma, i soliti amici a tenermi compagnia. Libero qualche lacrima, giusto così, per rilassarmi. Ma forse è per il troppo vino. Penso ai momenti più belli della mi vita. I diciotto anni compiuti in Nicaragua scavando latrine e solcando le onde dell’oceano Pacifico ( me la tiro con fierezza!). La nascita delle mie sorelle e di mio fratello. Il  primo bacio con lingua curiosa ed inesperta. La mia prima volta. I bagni  adolescenziali in notturna, al mare. Ubriachi fradici e anche un po’ fumati. Suggelli. Tappe di una vita che scorre naturale. Il giorno del mio trentesimo compleanno, passato in ottima compagnia. La tua voce che risuona nella mia mente. Dolcissima voce. Alla fine dei trent’anni non si butta via niente o forse era il maiale? Non smetterò mai di ringraziarvi. Non smetterò mai di pensarti.

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