sabato 22 marzo 2014

UNO, NESSUNO ED ESTREMA CALMA

Con calma, con estrema calma, ma raggiungo sempre i miei obiettivi (potrei scriverlo anche con due b, ma solo se si tratta di obiettivi più grossi). Che poi la signorina Estrema Calma è davvero molto simpatica. Adesso non ricordo quale fosse il suo nome e quale il suo cognome. Forse posso ricordarmelo tra un po'. Ricordo solo che era estrema in tutto. Aveva delle estremità favolose. Non devo divagare. Quando mi prefisso (02 per chi mi ama da fuori Milano) un punto preciso da raggiungere, ci giro in torno per un po' e lo centro in pieno dopo qualche tempo, quando nessuno se lo aspetta. Nemmeno il punto ed è proprio questo il punto, sono combattivo ed estremo, all'apparenza pigro ma anche all'essenza. Appaio pigro poi d'improvviso scompaio pigro. Nessuno se ne accorge. Questo Nessuno è sempre stato un tipo intuitivo. Ma dico io, non tiene altro da fare che seguire tutte le mie mosse? Ora è il momento di voltare pagina. Sto leggendo un libro bellissimo. Spesso capita che io rilegga la stessa pagina più volte. Girandola e rigirandola. Fino a farla diventare una pagina rivoltante e rivoltata. Un libro che mi vede autore e protagonista. La storia di uno come me, anzi, facciamo di un me, che cerca di camminare tra lo stile e l'ostile. Che di fatto non vuol dire niente, però è un giochetto di parole che ho in mente da tanto tempo e volevo inserirlo a caso da qualche parte. Ad un certo punto del racconto incontro nessuno con estrema calma e da lì poi prosegue la storia. Una storia che è anche un po' filosofia con la speranza, un giorno, di poter usare la parola freddura per fare una freddura. Così da creare un diversivo che lasci un profumo di nuovo. O era un detersivo. Che storia. Tutta da scrivere. Tutta da prenderla con filosofia. E se la prendono sempre con lei.

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