Ecco, sono le due o sono le tre? Dormiremo un’ora in più o
una in meno?
Io non dormirò
affatto. Poi non me ne frega niente dell’ora. Ultimamente ho come la sensazione
di trovarmi sempre nel posto sbagliato e la compagnia non c’entra nulla.
Quando torni a casa e vuoi scrivere, non guardi l’orologio,
hai in mente solo lettere. Le solite lettere che si mischiano alle solite due
grappe.
Mi ritrovo qui a
parlare con un foglio. Un foglio che ascolta e assorbe tutto. Due grappe ed un
litro di vino. Da molto tempo non bevevo così. Da qualche notte osservo il
cielo, in maniera costante.
Pieno di stelle. Fisse e pallide, le stelle. Illuminati e
splendenti i miei occhi.
Pallide, ferme, come se fossero dipinte da qualcuno. Occhi
illuminati e splendenti.
Illuminati da una luce invisibile che solo qualche mente
riesce a scorgere. Resto fermo e le mie labbra si muovono. Vorrebbero urlare il
tuo nome. Urlarlo fino a perdere la voce, fino a fartelo sentire.
I classici pensieri che portano altri pensieri. Pensieri
sintetizzati in pippe mentali, in paranoie. Le solite paranoie notturne.
Urlare il tuo nome e chiederti come stai. Potrebbe partire
una telefonata da un momento all’altro. Un rischi elevato. In sottofondo le
solite note.
Infondo la scrittura è solo una forma d’arte e l’arte in
quanto tale è creazione, pura fantasia.
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