Il pigiama corto “spezzato” addosso. Sa di fresco. Il
profumo di estratto di fiori di lavanda dà solo l’idea di primavera. Fuori non
sembra il mese di aprile. Direi più marzo. La sensazione stupenda appena lo
indossi. La pelle trova nuovo vigore. Il cotone diviene tutt’uno con il tuo
corpo. Una sensazione meravigliosa. L’ultimo gesto che placa l’indole del tuo
cuore zingaro, della tua mente zingara. Accendo una sigaretta. Sono due delle
cose che ricorrono maggiormente nei miei pensieri. Il voler essere uno zingaro
ed il sapore del tabacco appena preso dalla busta. Un aroma forte appena lo
estrai. Appena brucia con la carta diviene fumo. Non sto qui a spiegare cosa
avviene tecnicamente. So solo che quel sapore mi rende un piacere enorme. Certo
che mi sto intossicando. Ma un gesto consapevole rende ancor più responsabili.
Ma il mio cuore è zingaro. Indossando il pigiama rimango coi piedi per terra.
Un gesto consapevole, appunto. Tutto diviene come una specie di ritornello.
Cantato sempre con lo stesso tono di voce e sulla stessa nota. La vibrazione di
quella nota, il suo ondeggiare, mi ricorda l’oceano pacifico di una baia in
Nicaragua. Deserta, la baia. Imponenti le onde. Ma innocue. Stupende da
osservare. Letali da affrontare. Cento imponenti onde, un’unica nota, quasi mai
intonata. Vorrei stringerti la mano nei sobborghi parigini. Offrirti una birra
chiara e non troppo forte nel centro di Cracovia. Poi magari me ne offri una
tu. Dedicarti un valzer a Vienna. Vorrei stare a guardare le stelle su di una
spiaggia a Rio De Janeiro. Darei il tuo nome ad una di loro. Passeggiare mano
nella mano sul lungo mare di Napoli. Inventare storie con castelli e
principesse. Partenope può essere incantevole se si concentra. Vorrei baciarti
ad occhi chiusi a Berlino mentre una coppia di tedeschi beve birra in boccali
giganti e si ferma ad osservarci. Troppo maniacale, dici? Sono serate come
queste che mi riportano a tutto ciò che vorrei ma non posso. Consapevolezza e
fantasia, una fusione letale ed imponente. Come le onde. Tutto il resto è
cornice. Prendo il telefono, scorro la rubrica. Il tuo numero è sempre quello.
Non oso disturbarti. In ottanta secondi ho girato il Mondo. Anzi, una
piccolissima parte. Vorrei ripetere con te tutte quelle cose. Luogo e tempo non hanno importanza. La sensazione di freschezza
svanisce. L’estratto di lavanda dura poco, una giornata al massimo. Ora vado a
dormire, vado a viaggiare nei sogni. Ci incontriamo lì se a te va bene.
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