venerdì 13 aprile 2012

LA DONNA DELLA TUA VITA, MA DI RISERVA


Lei è lì. Tu lo sai. E’ la donna della tua vita, ne sei sicuro. Lei non lo sa. Di mezzo un altro. E’ arrivato prima, molto prima di te. Lei è lì e tu lo sai. E’ stata proprio Lei a dirtelo. Non puoi averla, non può essere tua. Ma puoi parlarle quando e quanto vuoi. Tu ti senti come un calzino a righe marroni e verdi messo ad asciugare sul terrazzo al sole pallido di novembre. Ti senti così, come in balia di quel vento autunnale.  Non un vento molto forte. Il classico vento che ti sposta  e ti rimette al tuo posto. A cadenze non precise. Quando meno te l’aspetti. Accendi un’altra sigaretta. Potrebbe essere l’ultima prima di andare a dormire. Non sarà l’ultima prima di andare a dormire e tu lo sai. In sottofondo il solito John Coltrane a farti compagnia. Quel particolare suono di Jazz rende i tuoi pensieri ancor più cupi e tristi. A tratti noir(nuar, per chi non sappia leggere il francese). Ti prepari anche un whiskey con tre cubetti di ghiaccio. Una di quelle bottiglie che ti hanno regalato nelle vacanze natalizie. E’ un buon whiskey. Scozzese, robusto. Sul recipiente di alluminio è ritratto un sentiero in mezzo ad un prato. Sullo sfondo una enorme cascina con tanto di cinta muraria e dependance(depandans, ancora la storia del francese). Sembra la Toscana, altro che Scozia. Ma ti accorgi che si tratta della Scozia per le nuvole numerose in cielo. La foto è stata scatta al crepuscolo. Il sole nascosto dietro le nuvole crea un effetto roseo, molto bello a vedersi. Sul tappo del recipiente di alluminio, vi è disegnato una sorta di blasone. Vorrebbero far passare quel whiskey per una cosa d’alta nobiltà. Certo è un’ottima marca. Ma alla fine resta una bevanda di compagnia, nient’altro. Richiede un’altra sigaretta, bagnata nel whiskey, magari.  Avresti potuto temporeggiare. Non svelarle nulla. Hai avuto paura di eventuali equivoci. Sì, la situazione stava per diventare pesante. La tua tristezza era divenuta zavorra nelle tue giornate a rullo continuo. La routine(rutìn, avete capito che conosco più di due parole francesi) assesta colpi come quelli di un martello in mano ad un fabbro. Forti e ripetute. Avresti potuto temporeggiare, certo. Intanto lì c’era sempre lui. E Lei lo sapeva. Non sapeva di te. Lei. E’ la donna della tua vita. Te lo ripeti perché ne sei convinto. Tu hai raccontato queste sensazioni a tre persone solamente. Ad altri hai accennato solo qualcosa. Lei ti ha assicurato di non aver proferito parola con nessuno. Forse solo con lui, com’è giusto che sia. Mentre sei lì, che pensi ancora al fatto che Lei sia la donna della tua vita; mentre aspetti che la sigaretta impregnata di whiskey s’asciughi, mentre sorseggi la bevanda scozzese contenuta in un recipiente di alluminio che sembra raffigurare la Toscana; ti chiedi ancora se aspettare, sognando, con la certezza di  restare come quel calzino a righe marroni e verdi o rischiare e cercare la donna della tua vita di riserva.

2 commenti:

  1. sono stato un calzino a righe per settimane aspettando che uscisse almeno quel sole pallido di cui sopra...non ha smesso di piovere un secondo!! Ora, più che donna di riserva, cerco una riserva di donne!!

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