giovedì 8 marzo 2012

ASCOLTARE INCONTRO


Buonasera. Volevo farvi una domanda. Ma quanti hobby conoscete? Si, i passatempo. Quanti se ne contano, quanti ne avete? Tantissimi, immagino. Con tutti gli imput che abbiamo, nascono interessi come funghi. Chi ascolta musica, chi vede film a ripetizione. Qualcuno ama il decoupage e il bricolage. Forse è quella parola francese, perché è di due parole francesi che stiamo parlando, alla fine: “age”. Vuol dire età. Forse inconsciamente chi si adopera nell’arte del fai da te crede di recuperare qualche anno. E’ tutto inconscio, ovvio. Ma stiamo divagando. Gli uomini giocano a calcetto. Si accaniscono, finisce la partita e tutti a mangiare assieme.  Anche qualche donna. Gioca a calcetto, dico. Le donne fanno shopping. Spesso non comprano. Magari litigano tra di loro per accaparrarsi qualche occasione. Ma si rilassano. Anche qualche uomo. Fa shopping, dico. Ma forse sono luoghi comuni. Così come è divenuto comune l’acquisto e quindi l’utilizzo di smartphone e tablet touch screen. Quei cosi tutto fare che tocchi lo schermo e ti si apre un Mondo. Sì, lo so che li conoscete. Anche io ne ho uno. Attrezzi infernali. Anzi, scommetto che una grossa percentuale di voi ora sta leggendo queste poche righe direttamente da lì. Comodamente a letto. Bene, tutti questi hobby, tutti questi passatempo, risultano essere delle distrazioni. Avete capito bene. I soli passatempo utili e redditizi per la crescita personale sono la lettura e la scrittura. E l’ascoltare. So a cosa state pensando. In testa vi frulla una domanda:”ma questo chi si crede di essere? E’ forse pazzo?”. Sì, sono pazzo. Sono pazzo della natura e quindi dell’uomo. Sulla lettura e sulla scrittura penso non ci siano dubbi. Sono due passatempo che non moriranno mai. Le vostre perplessità crescono sull’ascoltare. Quando dico ascoltare, intendo sentire. Vedere con le orecchie. Capita di notte. Tutto questo preambolo per dire sta cazzata? La premessa andava fatta. Perché sono proprio quelle distrazioni, quegli estetismi fini a se stessi, che ci allontanano dalla realtà. Dicevo, capita di notte. A me sì, non so a voi. Mentre sei solo, preso dai tuoi pensieri, tendi le orecchi verso l’esterno cercando di capire cosa succede. Succede che una foglia viene spostata dal vento. Puoi vederla perché senti il vento. Non puoi sentire la foglia. Troppo leggiadra. E’ la natura. Riesci a vedere la foglia che si sposta verso una giostra per bambini. Rossa e blu, arrugginita per la scarsa manutenzione. L’uomo e la natura che si incontrano. Certo devi essere fortunato ad abitare nei pressi di un parco giochi con degli alberi lì vicino. Solo così potrai notare questo evento di una straordinaria semplicità, ma allo stesso tempo così potente. Devi anche sperare che prima o poi si alzi il vento. Ma la natura è grande. In spiaggia, ad esempio. Di giorno sempre affollata, gente che nuota, qualcuno mangia sulla battigia. Prova di sera. Andare vicino al mare, ad ascoltare il mare. Ad ascoltare la sabbia. Sotto un velo blu scuro illuminato da tanti puntini all’apparenza gialli. Ti fermi in un punto. Un silenzio assordante. La brezza marina che di notte tira verso la terra ferma, ti apre scenari favolosi. Non avresti mai saputo della loro esistenza, se non fossi andato lì, in quel preciso istante. Una goccia del mare ti bagna la sigaretta che avevi appena acceso. Ti spegne i rumori. Il mare danza, si leva, si alza. Come a voler raggiungere le stelle. Poi si rassegna e si china. Si piega all’immensità del velo blu scuro. E così, avanti per tutta la notte. Natura contro natura. Il bene contro il bene, per una volta. Tutto questo di giorno non esiste. Non esiste perché la natura viene sconfitta dall’uomo. Il bene contro il male. Ma tu, andando di sera, in spiaggia, puoi riequilibrare le cose. Riavvicinare l’uomo alla natura. Una tregua che duri un paio d’ore. Ecco. L’ascoltare è il passatempo ideale. Riavvicina l’uomo alla natura. E quindi a se stesso. Ora vi faccio una domanda: quanti hobby vorreste avere ancora?  

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