Buonasera. Volevo farvi una domanda. Ma quanti hobby
conoscete? Si, i passatempo. Quanti se ne contano, quanti ne avete? Tantissimi,
immagino. Con tutti gli imput che abbiamo, nascono interessi come funghi. Chi
ascolta musica, chi vede film a ripetizione. Qualcuno ama il decoupage e il
bricolage. Forse è quella parola francese, perché è di due parole francesi che
stiamo parlando, alla fine: “age”. Vuol dire età. Forse inconsciamente chi si adopera
nell’arte del fai da te crede di recuperare qualche anno. E’ tutto inconscio,
ovvio. Ma stiamo divagando. Gli uomini giocano a calcetto. Si accaniscono,
finisce la partita e tutti a mangiare assieme. Anche qualche donna. Gioca a calcetto, dico.
Le donne fanno shopping. Spesso non comprano. Magari litigano tra di loro per
accaparrarsi qualche occasione. Ma si rilassano. Anche qualche uomo. Fa shopping,
dico. Ma forse sono luoghi comuni. Così come è divenuto comune l’acquisto e
quindi l’utilizzo di smartphone e tablet touch screen. Quei cosi tutto fare che
tocchi lo schermo e ti si apre un Mondo. Sì, lo so che li conoscete. Anche io
ne ho uno. Attrezzi infernali. Anzi, scommetto che una grossa percentuale di
voi ora sta leggendo queste poche righe direttamente da lì. Comodamente a
letto. Bene, tutti questi hobby, tutti questi passatempo, risultano essere
delle distrazioni. Avete capito bene. I soli passatempo utili e redditizi per
la crescita personale sono la lettura e la scrittura. E l’ascoltare. So a cosa
state pensando. In testa vi frulla una domanda:”ma questo chi si crede di
essere? E’ forse pazzo?”. Sì, sono pazzo. Sono pazzo della natura e quindi dell’uomo.
Sulla lettura e sulla scrittura penso non ci siano dubbi. Sono due passatempo
che non moriranno mai. Le vostre perplessità crescono sull’ascoltare. Quando
dico ascoltare, intendo sentire. Vedere con le orecchie. Capita di notte. Tutto
questo preambolo per dire sta cazzata? La premessa andava fatta. Perché sono
proprio quelle distrazioni, quegli estetismi fini a se stessi, che ci
allontanano dalla realtà. Dicevo, capita di notte. A me sì, non so a voi.
Mentre sei solo, preso dai tuoi pensieri, tendi le orecchi verso l’esterno
cercando di capire cosa succede. Succede che una foglia viene spostata dal
vento. Puoi vederla perché senti il vento. Non puoi sentire la foglia. Troppo
leggiadra. E’ la natura. Riesci a vedere la foglia che si sposta verso una giostra
per bambini. Rossa e blu, arrugginita per la scarsa manutenzione. L’uomo e la
natura che si incontrano. Certo devi essere fortunato ad abitare nei pressi di
un parco giochi con degli alberi lì vicino. Solo così potrai notare questo
evento di una straordinaria semplicità, ma allo stesso tempo così potente. Devi
anche sperare che prima o poi si alzi il vento. Ma la natura è grande. In
spiaggia, ad esempio. Di giorno sempre affollata, gente che nuota, qualcuno
mangia sulla battigia. Prova di sera. Andare vicino al mare, ad ascoltare il
mare. Ad ascoltare la sabbia. Sotto un velo blu scuro illuminato da tanti
puntini all’apparenza gialli. Ti fermi in un punto. Un silenzio assordante. La
brezza marina che di notte tira verso la terra ferma, ti apre scenari favolosi.
Non avresti mai saputo della loro esistenza, se non fossi andato lì, in quel
preciso istante. Una goccia del mare ti bagna la sigaretta che avevi appena
acceso. Ti spegne i rumori. Il mare danza, si leva, si alza. Come a voler
raggiungere le stelle. Poi si rassegna e si china. Si piega all’immensità del
velo blu scuro. E così, avanti per tutta la notte. Natura contro natura. Il
bene contro il bene, per una volta. Tutto questo di giorno non esiste. Non
esiste perché la natura viene sconfitta dall’uomo. Il bene contro il male. Ma
tu, andando di sera, in spiaggia, puoi riequilibrare le cose. Riavvicinare l’uomo
alla natura. Una tregua che duri un paio d’ore. Ecco. L’ascoltare è il
passatempo ideale. Riavvicina l’uomo alla natura. E quindi a se stesso. Ora vi
faccio una domanda: quanti hobby vorreste avere ancora?
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