martedì 6 marzo 2012

E ANCHE PER SOCRATE, OVVIAMENTE

Esistono tanti modi di fare le cose. Volendo, potresti fare una cosa fatta bene assumendo un' aria triste. Potresti aggiungere all'aria triste una vena di protesta. Borbottare farebbe di te una persona desiderabile. Oppure potresti accendere una sigaretta. Sembreresti un duro, un figo come si dice in gergo. Non se devi manipolare della carta. Moriresti al rogo e meriteresti questa morte, in tal caso. Altrimenti potresti stamparti in faccia un ghigno. Un'allegria forzata, a tutti i costi, in ogni momento della giornata. Gesticolare in maniera forsennata. Entusiasmarti per ogni cosa. Ridere a crepapelle sempre. Potresti voler fare qualcosa ricercando la personalità, indossando un berretto colorato ed un paio di occhiali da sole all'ultimo grido. Oppure potresti indossare un ultimo grido con un paio di occhiaie colorate. E non sto scherzando. Ad esempio, come lo stai leggendo questo post? Io mi immagino dietro una telecamera, stile "quei bravi ragazzi", come voce fuori campo. Potrebbe essere benissimo una sorta di monologo ad inizio film. Insomma, tu potresti fare un po' come ti pare. Volendo potresti infilarti un dito nel naso mentre leggi, anche se c'è qualcuno lì a guardarti. La cosa importante è che tu conosca te stesso. Infondo lo diceva Socrate, anche se sembra scritto da Fabio Volo, con tutto il rispetto per Fabio Volo. E anche per Socrate, ovviamente.

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