giovedì 13 febbraio 2014

POST NON IRONICO: MEGLIO IN TRENO CHE SOTTO UN TRENO

Le partenze mi agitano, mi mettono ansia. Tutte le partenze. Sia per un viaggio di piacere, sia per qualcosa di più impegnativo. Non il tragitto in se. Ma le partenze. Questa volta lo stato di agitazione e ansia è di gran lunga superiore alle altre volte. Questa volta sono pronto a dare la svolta alla mia vita. Nulla di certo, quindi nulla di definitivo. Vado a Milano per un po’, vedo se si muove qualcosa. In questi anni mi son dato da fare. Mi sono formato. Avrei sicuramente potuto fare di più. Probabilmente avrei dovuto smuovere le acque qualche tempo fa. Non fa niente. In un certo senso me la sono goduta la vita. In alcuni casi ho lasciato marcire la mia mente nella più torbida routine e nella peggiore autocommiserazione. Consapevolezza, tutto qui. Sicuramente ho conosciuto un sacco di persone e questo va sempre bene. Dalla mia ho lo spirito di adattamento e la consapevolezza, appunto, dei miei mezzi. Tantissima determinazione e voglia di fare. Un forte spirito autocritico, in alcuni casi eccessivo, che non guasta mai. Devo ringraziare qualche persona per questo. L’ho già fatto e continuerò a farlo. Una  in particolare, ma per motivi di privacy non la menzionerò.
Vado a Milano per vedere che si dice, se c’è qualcosa di buono. Sì, d’accordo, non è detto che lì ci siano più opportunità. Non è nemmeno detto che qui non possa autodeterminarmi. Ma è anche un modo per aprire un po’ di finestre nella mia vita e far circolare dell’aria nuova. È giunto il tempo.
Sono agitato e ansioso. Le partenze mi danno l’impressione che io debba lasciare tutto e tutti in maniera definitiva. E mi sale l’ansia. In particolar modo quel paio di cose, quelle certezze che ognuno ha e che difficilmente vuole rompere. Sto solo pensando ad alta voce, questo è chiaro.
Mi bastano quei quattro o cinque libri ( ne porterò degli altri se si dovesse prolungare il soggiorno ) e un po’ di cazzimma per poter affrontare il tutto. Lì a Milano non conoscono la nostra cazzimma, giocherei di contropiede.  In realtà nessuno conosce la mia cazzimma. Nemmeno io, ma devo tirarla fuori in qualche modo.
In treno, da solo, il giorno di San Valentino. Passerò metà giornata degli innamorati a bordo di un treno iper veloce e confortevole. Ma il biglietto mi è costato la metà. Poi meglio sul treno che sotto un treno.Vediamo come va. Resta certa l’idea di aver lasciato qui un paio di cose in sospeso. E che cose! Tanto non sono solo, questo lo so bene. Non era proprio il momento di mettere “altra carne a cuocere”.
Ecco, adesso mi sento molto più leggero, sollevato. La potente forza esorcizzante della scrittura.

Ora vado, se dovesse andare bene, torno e sistemo tutto. Se non dovesse andare bene torno e sistemo tutto lo stesso.

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