Facebook ha sostituito tassisti e barbieri, frequentatori di
bar, pettegole da piazza, giornalisti e top model di periferia. Ognuno pronto a
dir la sua, ognuno ha la ricetta per la salvezza del Mondo. Scienziati,
economisti, allenatori di pallone. "Il presidente sbaglia."
"Hanno ammazzato a questo è stato quello." " Hai visto Caio Vip
sta in fin di vita, però dai, un po' se l'è cercata." Intanto sfilano le
foto. Le minigonne, i decoltè, scarpe alla moda e fai da te. La voce circola e
la gente mormora. "Non sia mai, li hai visti quei due che camminavano mano
nella mano. E mo che sarà mai, come può
essere stato?" Qualcuno esagera con le autofoto. "Mado' comm so bell'
cu 'stu effetto." Ma poi che ci vuoi fare, " la piazza è piazza e va
sì rispettata", anche se virtuale e c'hai ragione. Poi viene sera e si
smonta la giocata. Qualcuno con costanza si rilassa cercando di estraniarsi
dalla massa. Qualche fotografia fatta per bene, informazione seria, pensieri
sparsi. Un po’ di bella musica e pillole in versi. Una battuta adesso e qui non
guasta. Le citazioni no, per carità, so' deleterie. " E mo questo che ha
voluto dire con questo tizio che fino a ieri non conoscevo?" In fin dei
conti la vita sta là fuori, andate dai tassisti e dai barbieri che poi vi fate
vecchi dimenticando quel che avete fatto l’altro ieri.
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