IO
Faccio fatica a celarmi. Ed è tutto un unico pensiero. Le mie
giornate ultimamente nascono e muoiono così.
ME
Vabbuo, adesso vestiti e scendi. C'è da girare parecchio. E non
pensarci.
IO
Facile a dirsi. Fai tutto facile tu. Con la tua sfrontatezza, le tue
cento idee al secondo, il tuo ottimismo.
ME
Scusa, tu ti sei preso la briga di fare il biglietto del treno, sei
venuto fino a qua e vorresti startene a casa a poltrire?
IO
Perché no? Poi mi fa male la schiena. Questo mi sembra un buon
motivo. Poi mi ha preso l'ansia.
ME
E quando non non è la schiena è il tallone. E poi c'è l'ansia. Ma
falla finita, fammi il piacere. Non ti facevo così rinunciatario e
lamentoso.
IO
Infatti non lo sono. Sei tu che sei ingombrante. Ti prendi confidenze
che non ti competono. Altrimenti IO farei tutto con calma, con i miei
tempi.
ME
E sì, poi ti rovi a quarant'anni senza niente in mano, a piangerti
addosso. In tutti i sensi. Senti a ME
IO
Dai, facciamo che stamattina voglio darti retta come fai tu con me
tante volte. Mi vesto, scendo e cammino verso mete sconosciute, con
questo freddo umido. Comunque non sono pessimista, sono realista. E
mi è passato anche il mal di schiena.
ME
Hai visto, caro il mio realista? Pigliati 'sto cazzo di pullman, vai
alla metro e non ci rompere le palle. Ieri pure ti lamentavi e sei
riuscito a fare quello che avevi programmato di fare.
IO
Sì, giusto. Però è stato un inferno. Sudavo. Freddo e caldo.
Pensavo a lei e andavo in ansia. Pensavo al futuro e mi saliva il
panico. Pensavo al dolore alla schiena e mi sentivo svenire.
ME
Ti ci devi abituare e comunque continuavi a camminare. Sei una cazzo
di roccia. Sei riuscito a perdere un sacco di peso, cosa vuoi che sia
una passeggiata a Milano?
IO
E che sono tutti questi complimenti? Un po' è stato anche merito
tuo, dai. Su alcune cose la pensiamo allo stesso modo. Per fortuna,
altrimenti sarebbe un inferno.
ME
Bravo! Ultimamente mi sono stupito. Vero, abbiamo passato dei bei
momenti, ma si doveva tagliare, avevi ragione tu.
IO
Ogni tanto...Però l'ansia non vuole andar via. La paura di perderla
e il pensiero è sempre più fisso.
ME
Se tu non avessi tutte le tue fisime...Nel frattempo hai camminato
abbastanza, sei agenzie le hai "battute".
IO
E tu hai parlato al telefono ed hai risolto quella questione. Se ci
sentisse Erasmo da Rotterdam, ci citerebbe nel suo "elogio della
follia".
ME
Io conosco orgasmo da Rotterdam. Un ragazzo che in erasmus in Olanda
scopava come un riccio.
IO
Come sei sboccato. Colto, ma sboccato. Pensiamo alle cose serie,
adesso dove andiamo?
ME
Bhe, è mezzogiorno e mezzo. Pausa in piazza Duomo?
IO
Va bene. Guarda che coincidenza. La seconda volta che vengo a Milano
e c'è la settimana della moda. Anche questa volta.
ME
Sarà pieno di modelle!!! Però mi raccomando, ho visto che ci sono
tre librerie. NON COMPRARE LIBRI! Altrimenti mi vedo costretto a
tagliarti le mani.
IO
Già, le modelle. Ma se lei fosse qui, altro che modelle ( Oddio, non
esageriamo adesso). Ora mi raffiroano tutti i ricordi di quella bella
settimana. Che bellissima esperienza.
ME
Guarda che cazzo di sole che è uscito! Girati ed alza la faccia.
Avresti mai detto che a Milano usciva una giornata così?
IO
No, mai. Anche se alcuni racconti parlano di giornate di sole e
venticinque gradi. Leggende. La devi finire di ragionare per luoghi
comuni.
ME
Ah, io devo finire di ragionare coi luoghi comuni? Tu, piuttosto,
invece di pensarere sempre alla stessa cosa, non ti sei accorto che
cammini con la massa, vai dove vanno tutti. Fai come sempre. Fatti
venire un colpo di genio, un attimo estroso, un po' di fantasia.
Cambia rotta!
IO
Forse hai ragione.
ME
E non comprare libri...Aspetta, aspe', guarda quello che si è messo
addosso!
IO
Sì, risulta alquanto ridicolo.
ME
Ridicolo? Che s'è mis 'ncuoll, 'nu tappeto indiano? Quel cappotto
pezzatto ha più peli di un pastore maremmano. Nun se mette scuorno a
girare così?
IO
Sei sempre così colorato nelle tue osservazioni, stai calmo.
ME
Hai visto, comunque, è stato facile. Hai visitato in un solo giorno
una decina di agenzie. Hai avuto una mezza conferma. E te si
accattato tre libri, mannaggia chi t'è vivo!
IO
Guarda che non li compro per bellezza. Li leggo, prima o poi li
leggo. Lo sai, però, mi sto abituando a te. Sembri molesto ma in
realtà hai un perché.
ME
Ringraziami tra qualche giorno. Tu pure mi piaci, anche se non te lo
dico spesso.
IO
Tu sei brillante, ironico, leggero. Pratico. Ma anche molesto, quasi
volgare. Vizioso.
ME
Tu sei intelligente, creatvio, poetico. Sorridente. Ma timido,
ansioso e timoroso.
IO
Alla fine facciamo parte, anzi siamo la stessa persona. Contribuiamo
ad essere quello che siamo.
ME
Una bellissima persona che si innamora di tutto quanto la circonda.
IO
Già, una bellissima persona, un po' bloccata dalle sue paure e dalle
sue ansie.
ME
Non riuscirei a fare a meno di te.
IO
Nemmeno io, buona notte.
ME
Buona notte. E diglielo appena la vedi che stai rischiando di perderla. Anche se te ne sei accorto solo da poco.

Nessun commento:
Posta un commento